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Il consigliere leghista: «Tentato omicidio sopra Principe, la massiccia presenza di immigrati porta degrado». Ma l’accoltellatore è italiano

Non appena esce la notizia dell’arresto, Edoardo di Cesare, capogruppo (di se stesso, perché è l’unico eletto della Lega) nel Municipio Centro Est invia ai media una nota in cui usa parole forti, accostando il fatto di sangue (commesso a scopo di rapina, giovedì scorso in salita della Provvidenza) alla presenza di migranti in zona. Peccato che in manette sia finito un italiano di 41 anni

Una nota di fuoco in pieno stile Lega, di quelle che grattano la pancia della gente, che soffiano sulla paura dell'”altro”, soprattutto in campagna elettorale. C’è persino qualche media che, senza sapere ancora se il rapinatore violento è italiano o straniero (il comunicato dei Carabinieri con i particolari è arrivata alcune ore dopo) quella nota la pubblica online come se tra il reato e l’immigrazione ci fosse davvero un collegamento. E invece no.

A scrivere la nota è il consigliere municipale ventiduenne Edoardo Michele Di Cesare, studente universitario di scienze dell’alimentazione e gastronomia a Roma dopo il diploma a pieni voti all’agrario Marsano. Nonostante i 100 centesimi alla maturità, nel suo curriculum non si può non notare uno strafalcione da matita blu: «Sono un ragazzo – scrive – che, grazie alla determinazione nell’inseguire le mie passioni, mi porto dietro una serie di esperienze fondamentali per la mia formazione».

[Aggiornamento: ci dicono che nel frattempo, rispetto a quanto scritto nel curriculum consultabile sulla pagina del Comune, si è laureato]

Il giovanissimo consigliere ha già ampie ambizioni politiche. Si era anche candidato alle ultime Regionali ottenendo 189 voti. Lo scrive in un post su Instagram in cui ringrazia la sua manciata di elettori. Sempre su quella pagina Instragram, Di Cesare pubblica subito lo screenshot dell’articolo di stamani, pubblicato online. Soltanto dopo arriva la nota dei carabinieri che racconta dettagli su quanto è avvenuto nella tabaccheria e dice chiaro e tondo che l’arrestato per tentato omicidio è un italiano.

Per tornare alla nota del consigliere di municipio, così recita: «L’accoltellamento avvenuto l’altro giorno ai danni di un tabaccaio nella zona di Principe, è l’ennesima dimostrazione di come la massiccia presenza di immigrati porti degrado e stia mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Da tempo la Lega denuncia la situazione di insicurezza attorno alla stazione: bivacchi, microcriminalità, aggressioni». Peccato che a tentare di rapinare e a ferire gravemente il tabaccaio sia stato un quarantunenne italiano e non uno straniero.

Ma Di Cesare, quando scrive, non lo sa perché i dettagli i Carabinieri non li hanno ancora resi noti. Eppure decide di inquadrare il crimine nel contesto dell’immigrazione clandestina e, come da copione, ribadisce «l’impegno del partito nel garantire sicurezza e ordine».

Per quanto riguarda i bivacchi, peraltro, i clochard (qualche volta per scelta, più spesso per povertà) sono anche italiani e comunitari e a loro il Sociale non riesce a dare una risposta. Ma questo è un altro problema, un problema enorme, in aumento a causa delle condizioni economiche in cui versano la città e il paese, ma meno frequente nei comunicati politici.

Insomma, il consigliere, probabile prossimo candidato, non si fa scappare quella che gli pare una ghiotta occasione di campagna elettorale, solo che sbaglia bersaglio. Prima o poi, a furia di dar la colpa di tutto – da destra – ai migranti, doveva accadere. Un pizzico di esperienza politica in più avrebbe consigliato, quantomeno, di conoscere la nazionalità dell’accoltellatore.


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